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04 ott 2026

Jeunesse Valdôtaine: memoria, libertà, responsabilità

Ho partecipato alla manifestazione per gli 80 anni della Jeunesse Valdôtaine, un'occasione per condividere alcuni pensieri, che qui riassumo nel rivolgermi ai giovani.

Il tempo sposta inevitabilmente la centralità di ciascuno di noi. Arrivano altre generazioni, con altri linguaggi, altre sfide, altre sensibilità. Pretendere che il mondo giri ancora intorno alle nostre stagioni significa non capire nulla del cambiamento. Il ruolo di chi ha vissuto a lungo non è occupare il centro della scena, ma illuminare per un istante il cammino di chi vi entra. Siamo un ponte tra le generazioni.

La Storia, ...

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03 ott 2026

Putin, Kaliningrad e la lezione di Kant

Chi non prende sul serio Putin pare non capire come il perenne stato di guerra rafforzi lo Zar dei tempi nostri. Mi limito all’essenziale.

Dall'ascesa al potere nel 1999, Vladimir Putin ha impiegato sistematicamente la forza militare per consolidare il controllo interno, riaffermare l'influenza russa nello spazio post-sovietico e proiettare potenza a livello globale.

Il suo percorso bellico e d'intervento armato include: la seconda guerra cecena (1999-2009): lanciata all'inizio del suo mandato per riaffermare il controllo di Mosca sulla repubblica separatista del Caucaso settentrionale. La gue...

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02 ott 2026

Il dovere di non rimandare

"Fare le cose senza perdere tempo." È uno dei precetti che mio padre mi ha instillato da bambino, e che col tempo si è rivelato una vera lezione di vita. Lo seguo ancora oggi, anche perché ho imparato a mie spese cosa succede quando non lo faccio: ciò che resta in sospeso mi frulla per la testa e diventa ansia da prestazione.

Questa forma mentis, forse un po' esagerata, l'ho inevitabilmente trasferita a chi ha lavorato con me. Con chi la condivideva ho avuto ottimi risultati. Con chi si muove in modo opposto, qualche delusione. Perché esiste una figura che conosciamo tutti: il procrastinatore....

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01 ott 2026

Se la Costituzione non basta più

Non occorre redigere un trattato di diritto costituzionale sulla genesi e sull’importanza dei testi fondativi per comprenderne l'essenza. Per riassumere l'origine delle Carte costituzionali: si trattava di consentire che, con regole scritte, si fissassero certi diritti e doveri dei cittadini e l’organizzazione del potere. La conseguenza diretta doveva essere il superamento delle ingiustizie, la garanzia di maggiori libertà e la drastica riduzione del potere discrezionale dei vertici.

Il paradosso drammatico a cui assistiamo oggi è che proprio questo dispositivo, concepito storicamente come un...

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30 set 2026

La stagione di mezzo

L'autunno non è una stagione declinante, come potrebbero suggerire le giornate che si accorciano, i primi freddi, una natura che sembra ritirarsi. È, al contrario, una stagione piena: di prodotti della terra, di colori fantastici come il feuillage sulle mie montagne, di un'intimità diversa da quella della bella stagione.

Molti poeti ne hanno cantato le doti, invitandoci a lasciar perdere ogni tristezza e a prendere ciò che ci viene offerto. Certo, la metafora della vita come ciclo delle stagioni porta con sé un velo di nostalgia per il tempo che passa. Ma sulle Alpi, dove vivo, esiste un calor...

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29 set 2026

La voce e lo scritto: una rincorsa lunga 100mila anni

Il linguaggio parlato e la scrittura appartengono a due epoche enormemente diverse. Il primo è un tratto biologico e culturale antichissimo, la seconda un'invenzione più recente e documentabile.

Per il linguaggio non esiste una data di nascita, perché non lascia fossili. Gli studiosi lavorano su indizi genetici, anatomici e archeologici. La stima più discussa, basata su studi genomici recenti, colloca la capacità linguistica ad almeno 135.000 anni fa, quando le popolazioni di Homo sapiens iniziarono a separarsi. Poiché tutti i gruppi umani successivi hanno un linguaggio pienamente sviluppato,...

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28 set 2026

La sfida per la montagna che cambia

La sfida per la montagna che cambia

Alla fine, vista l’attuale tendenza al cambiamento climatico cui non si contrappone la necessaria contromisura di ridurre drasticamente le emissioni di gas a effetto serra per ignavia dei grandi della terra, tocca con realismo e non solo con lamentazioni da convegno, assumere decisioni.

Nel caso di chi si occupa delle zone di montagna si tratta di affrontare l’evoluzione dei rischi naturali come punto essenziale.

Interessante quel che ha scritto, tempo fa, Vincent Koulinski, dottore di ricerca in geoscienze. Parte dalla ultima sciagura in ordine di tempo: “

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27 set 2026

Una famiglia, sette generazioni e un mondo che cambia

L’altro giorno, per ricordare Sergio Musumeci, editore valdostano di grande stoffa, mi sono messo a scartabellare nelle caratteristiche della sua generazione (era del 1934), così mi sono incuriosito di tutte le generazioni del Novecento e delle definizioni che hanno caratterizzato i diversi periodi.

Sapevo che le generazioni che si sono succedute a cavallo fra Ottocento e Novecento e poi sino ad oggi sono state identificate con definizioni sociologiche, giornalistiche e demografiche diventate ormai parte del linguaggio comune. Ognuna descrive un gruppo di persone nato in un intervallo temporal...

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26 set 2026

Dal lamento alla proposta: la differenza che cambia una comunità

C’è una soglia oltre la quale il lamento smette di essere sfogo e diventa stile di vita. Atteggiamento detestabile e stupisce che chi lo adotta spesso si atteggi a un misto fra Robin Hood e Zorro, sentendosi una specie di cavaliere senza macchia e senza paura contro poteri forti, establishment, élite, lobbies, caste e via di questo passo.

Il pianto greco, quello codificato — il threnos, la lamentazione funebre affidata a voci professioniste, spesso donne, che modulavano il dolore in forma quasi musicale — aveva almeno un pregio che la nostra lagna contemporanea ha smarrito: una funzione. Si p...

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25 set 2026

Vediamo a colori, ma ci piace il bianco e nero

Basta un tramonto particolare, le sfumature delle rocce di una montagna, certe tonalità di occhi, certa vivezza nei vestiti, le nuance varie dei mari e apprezziamo la possibilità di carpire la ricchezza dei colori che possiamo vedere.

Il mondo non è colorato di per sé. Il colore che percepiamo non è una proprietà della materia, ma una costruzione del nostro cervello, che interpreta le diverse lunghezze d'onda della luce riflessa dagli oggetti. E non tutti gli animali costruiscono questa immagine allo stesso modo: la visione a colori varia enormemente lungo l'albero evolutivo.

Noi esseri umani ...

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