Scampare dal reducismo
Ho sempre trovato il reducismo un eccesso di nostalgia, spesso venato da un pericoloso autocompiacimento. Quella tendenza a fissarsi sul passato, a trasformare le proprie esperienze in un mantra ripetitivo che, alla lunga, finisce per risultare fastidioso e, peggio ancora, sterile.
La parola, in origine, indicava l’atteggiamento di chi ritorna, soprattutto dopo una lunga assenza legata a imprese rischiose, esilio o guerra: i reduci della Seconda guerra mondiale, per esempio. Viene dal latino redux, -ŭcis, composto di re- (“di nuovo, indietro”) e ducĕre (“guidare, condurre”). Letteralmente: “co...
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