Il Capo, i patti e le promesse
«Un chef n'est pas obligé de dire tout ce qu'il va faire.
...continua«Un chef n'est pas obligé de dire tout ce qu'il va faire.
...continuaLi vedo, viaggiando sulla Statale, mentre lungo la strada macinano la loro tappa quotidiana.
...continuaHo già detto più volte e spiace persino ripeterlo come io non sia affatto convinto che di questi tempi - con l’economia che va ancora male e una crisi a raffica ovunque e per chiunque - la magia necessaria sia fare la riforma costituzionale, uccidendo - come se fosse una "macumba" - il Senato (ma i 630 deputati sono sani e salvi) e centralizzando lo Stato in barba alle Regioni.
...continuaPuò piacere o non piacere, ma - chi come me ama e ha studiato la Storia lo sa bene - le vicende storiche le scrivono i vincitori.
...continuaCome tutti gli iscritti ad un Ordine professionale - il mio è quello dei giornalisti e mi conforta poco essere ormai fra i più anziani come data di iscrizione - ho cominciato i "corsi" per i crediti formativi.
...continuaIn politica esiste una porta girevole in cui, con una tempistica in realtà ignota, c'è chi entra e chi esce.
...continua«"Cogli l'attimo, cogli la rosa quand'è il momento".
...continuaCon la ripresa dell'attività nell'Unione europea, dopo le elezioni europee, torna in primo piano la questione di come applicare il "Patto di stabilità" e le sue successive evoluzioni.
...continuaOgni volta che mi capita di ragionare sulla democrazia, per mia formazione personale e anche per le esperienze politiche fatte, trovo che la chiave di volta - oggi come sin dagli esordi e durante lo sviluppo della democrazia parlamentare - sia rinvenibile nel rapporto fra chi governa e le assemblee elettive.
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