Oggi si festeggia il nostro San Bernardo e mi fa piacere ricordare che nel novembre del 2023 una delegazione valdostana e una vallesana furono in udienza privata in Vaticano da Papa Francesco in memoria di un Santo che condividiamo per le sue opere
Nato ad Aosta all'incirca mille anni fa da una famiglia nobile valdostana, la sua memoria resta scolpita negli ospizi posti sui passi alpini a lui dedicati al confine con Svizzera e Francia. Nel parlare di San Bernardo di Aosta si può considerare ormai sepolto Bernardo di Mentone, la cittadina savoiarda con un bel castello e omonimi nobili che non hanno alcun legame di parentela con il Santo, che venne inventata di sana pianta.
Nel 1923, quando Pio XI ricordò - come leggerete più avanti - la figura del Santo sulla nascita ci fu ancora qualche ambiguità, ormai fugata sull’origine della francese Menthon sul Lago di Annecy che mantiene Saint-Bernard nella definzione ufficiale, per quanto la nascita in quel loro castello sia un falso storico.
Infatti il Pontefice accreditò ancora una nascita francese. Ma diede un segnale anche alla Valle d’Aosta: una delegazione delle Guide Alpine Valdostane, assieme ad autorità francesi, venne ricevuta ufficialmente in udienza speciale in Vaticano dal Pontefice il 20 agosto 1923.
Pio XI manteneva un legame fortissimo con la Valle d'Aosta e le sue montagne (famosa la sua ascensione sul Monte Rosa e il suo passaggio dal Colle del Gigante) e volle fortemente che i professionisti della montagna della Valle fossero presenti all'atto che sanciva il patronato.
Ma intanto scriveva a Fiorenzo du Bois de la Villerabel, Vescovo di Annecy per annunciargli che San Bernardo sarebbe diventato Patrono delle Alpi e degli alpinisti: ”Sanno infatti tutti, né lo sanno i soli dotti, quanto sia illustre e memorabile il nome di questo Santo, il quale, nato da nobilissima stirpe nel tuo territorio, fiorì poi in splendore di santità ad Aosta ed in tutta la regione alpina. Fatto Arcidiacono di quella Chiesa, per circa quarant’anni altro non fece che predicare il Vangelo ai montanari, dissipando le tenebre dell’errore e della superstizione e distruggendo i simulacri pagani. Ma la sua gloria principale sta nell'aver fondato sulle vette delle Alpi, là dove sorgeva il tempio di Giove, quel celeberrimo Ospizio, nel quale, per tanti secoli e fino ai nostri giorni, i suoi figli spirituali, con carità ammirevole ed a rischio continuo della propria vita, accorrono in aiuto dei viandanti sorpresi dalle nevi e dai geli”.
Per fortuna ”i dotti” hanno ridato la vera Patria, quella valdostana, al nostro Santo.
Ecco il discorso di Papa Francesco nel 2023 : “Sono contento di incontrarvi al termine dell’Anno giubilare dedicato al centenario della proclamazione di San Bernardo d’Aosta Patrono degli alpinisti, dei viaggiatori e degli abitanti delle Alpi (cfr Pio XI, Lett. Quod Sancti, 20 agosto 1923), come pure al nono centenario dalla Canonizzazione e al primo millennio dalla sua nascita”. E ancora: ”Bernardo, Arcidiacono della Diocesi di Aosta, era un predicatore capace di toccare anche i cuori più induriti, aprendoli al dono della fede e alla conversione. Era in grado di fare dell’annuncio «un’intensa e felice esperienza dello Spirito» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 135) e a tale missione si è dedicato con zelo fino alla morte, avvenuta nel 1081 a Novara, dove si trovava appunto a predicare”.
Bello anche il passaggio finale: ”Carissimi, visto che alcuni di voi sono guide alpine e maestri di sci, vorrei concludere ricordando il vostro Santo Patrono attraverso due simboli della montagna: la piccozza e la cordata. La piccozza di San Bernardo è stata la Parola di Dio, con cui ha saputo scalfire anche gli animi più freddi e induriti; la sua cordata è stata la comunità, con cui ha camminato – e aiutato altri a camminare – anche lungo i sentieri rischiosi, per giungere alla meta. Auguro a tutti di percorrere cammini belli come il suo, tra le alte montagne, ma soprattutto cammini dentro il cuore. Abbiamo il coraggio di camminare dentro il cuore per sapere cosa sente il cuore, cosa dice il cuore? Benedico voi e il popolo valdostano, e vi chiedo per favore di pregare per me”.
Mi fermo qui e quel che conta è quel definitivo "Aosta"!