Poco tempo fa, il Vescovo di Aosta, Monsignor Franco Lovignana, ha preso posizione sull’esistenza nel paese valdostano dove sono cresciuto di un fenomeno da lui stesso descritto: ”Da un po’ di tempo sono a conoscenza dell’apertura a Verrès di un sedicente luogo di culto non autorizzato dalla Chiesa, nel quale si tengono incontri di preghiera. Recentemente sono stato informato che durante tali incontri viene simulata un’adorazione eucaristica con relativa benedizione. Trattandosi di un atto molto grave, sento il dovere di informare tutti i Fedeli della Diocesi che tali iniziative non sono assolutamente approvate dal Vescovo e si configurano, dal punto di vista canonico, come un abuso e un sacrilegio. Metto pertanto in guardia tutti i fedeli dall’accogliere l’invito e dal partecipare a simili raduni”.
Non conosco in dettaglio e solo per sentito dire questa attività di devozione alimentata da chi pensa di essere portavoce del Signore e depositario di segni di origine divina.
Immagino che nessuno obblighi nessuno a seguire questa sorta di eresia (scisma, visti i numeri in gioco, mi parrebbe un esagerazione) e dunque chi ci crede è libero di farlo.
Chissà cosa ne dice nell’Aldilà Ibleto di Challant (detto anche Ebalo, ~1330–1409), una delle personalità più carismatiche, potenti e significative della storia valdostana ed europea del XIV secolo, cui si deve il simbolo più noto di Verrès, la fortezza che da secoli domina il paese.
La famiglia Challant, ormai da tempo estinta,subì il fascino dell'Oriente e della Terrasanta in un misto fra storia documentata, tradizione familiare, reliquie sacre. Tutto naturalmente nell’’alveo della Chiesa, ricordato che molti esponenti della famiglia Challant che hanno lasciato il segno nella storia ecclesiastica con ruoli di primo piano.
Sebbene la figura tradizionalmente più legata i viaggi d'oltremare e i pellegrinaggi a Gerusalemme al viaggio in Oriente sia stato suo nipote, Bonifacio I di Challant, l'intera linea dinastica di Ibleto respirava questa epopea. Ibleto in particolare partecipò alla Crociata sabauda (1366), guidata dal Conte Verde, Amedeo VI di Savoia, cui fu consigliere, diplomatico e capitano generale.
Dalla Terrasanta i nobili crociati portavano a casa frammenti preziosi — le reliquie della Passione, schegge della Vera Croce o pietre dei Luoghi Santi — che finivano nelle cappelle private dei castelli segni di potere e di protezione divina.
Quando avevo responsabilità amministrative in Regione, insistetti molto sulla necessità di effettuare scavi in una parte che consideravo misteriosa nella chiesa della mia infanzia all'interno della Prevostura di Saint-Gilles a Verrès. In particolare ciò è avvenuto all'interno della cappella funeraria (la Cappella del Santo Sepolcro o di Ibleto), che ricordo essere non visitabile perché murata.
Con il lavoro degli archeologi avvenuto allora, è stata individuato una camera sepolcrale ipogea, situata esattamente al di sotto del pavimento della cappella gotica fatta erigere dallo stesso Ibleto.
La struttura della cripta ha rivelato una forte valenza simbolica legata proprio alla Terrasanta. La disposizione della tomba rispecchiava l'orientamento rituale est-ovest, tipico delle sepolture cristiane di alto rango, ma con proporzioni strutturali che gli esperti hanno accostato ai modelli delle cappelle nate in Europa ad imitazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
All'interno della cripta - oggetto nel tempo di spostamenti impropri e di razzie che hanno fatto perdere elementi preziosi - sono stati rinvenuti i resti scheletrici attribuiti a Ibleto di Challant (morto nel 1409 in età avanzata per l'epoca, intorno agli 80 anni) e ad altri membri successivi della famiglia.
Piccoli frammenti metallici e vitrei danno conto di oggetti di devozione personale (forse parti di un rosario o di un piccolo reliquiario da viaggio) che legavano il defunto al suo cammino di fede e ai pellegrinaggi.
Insomma: tutti elementi affascinati e concreti, che permettono di capire la Storia senza doverci occupare più di tanto di certe suggestioni