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12 ago 2026

Addio calvizie? Ormai si può fare

di Luciano Caveri

È un tema leggero da conversazione estiva. In mondo racconta molto di come cambiano la medicina, i costumi e perfino il modo in cui gli uomini guarderanno a se stessi.

“La diffusione dei farmaci contro la calvizie, come la finasteride, sta favorendo lo sviluppo di una nuova cultura dell’aspetto maschile. Alimentata dai social media e dagli influencer”.

Un lungo articolo di Susan Dominus, The New York Times Magazine (tradotto da Internazionale) apre uno scenario rivoluzionario: spariranno davvero gli uomini con la calvizie e con i capelli radi?

Lo dico avendo vissuto attorno a me il dispiacere di chi si è trovato senza capelli dalla comoda situazione di chi come me - non chissà per quale merito, ma immagino per DNA - ha mantenuto un capigliatura folta.

L’articolo è davvero lungo e incredibilmente dettagliato e significa - così pare - la definitiva fine del famoso '”Elogio della calvizie” di Sinesio di Cirene (filosofo neoplatonico e vescovo, IV-V secolo d.C.), scritto per divertire il lettore e dimostrare la propria abilità retorica, che diceva: ”Se è vero, come è vero, che l'uomo è fra tutte le creature la più divina, fra gli uomini che hanno avuto la fortuna di perdere i capelli, l'individuo completamente calvo è in assoluto l'essere più divino sulla terra. La calvizie è segno di saggezza, di integrità morale, perfino di buona salute; la chioma, ovviamente, è l'opposto”.

Ma veniamo all’articolo: ”Per gli uomini, perdere i capelli è stato a lungo un destino quasi inevitabile e pressoché universale. Secondo la American hair loss association, due terzi dei maschi statunitensi mostrano i primi segni di diradamento entro i 35 anni e l’85 per cento subisce una perdita sostanziale entro i cinquanta. “Un tempo si diceva: perdere i capelli fa parte della vita, accettalo”, racconta Marc Avram, dermatologo di New York specializzato nel trattamento della calvizie. In epoche precedenti, i grandi attori di Hollywood come Paul Newman, Jack Nicholson e Bruce Willis continuavano a interpretare ruoli romantici molto dopo che la loro attaccatura aveva cominciato ad arretrare. Padri e zii consigliavano ai giovani uomini di accogliere quei cambiamenti come parte del passaggio all’età adulta. “Non c’erano molte alternative”, dice Avram, “a parte gli innesti”. Oggi non è più così. Celebrità e persone che possono permetterselo arrivano a spendere fino a ventimila dollari per i trapianti di capelli, diventati sempre più invisibili e precisi. I chirurghi sono in grado di prelevare singoli follicoli sani dalle zone più folte della testa e impiantarli, uno a uno, nelle aree ormai spoglie del cuoio capelluto. Questo metodo più recente e costoso promette un’attaccatura dall’aspetto più naturale, anche se un occhio allenato riesce ancora a smascherarla".

. E ancora l’articolo cita quanto ho visto fare da amici troppo sofferenti della calvizie: “Chi ha mezzi più limitati può andare a sottoporsi allo stesso intervento in Turchia, al costo di circa tremila dollari. Oppure può partire dall’opzione più economica in assoluto, la finasteride”.

Questa la descrizione scientifica che ho trovato: ”Il farmaco agisce come un inibitore dell'enzima 5-alfa-reduttasi, il responsabile della trasformazione del testosterone in diidrotestosterone (DHT). Il DHT è l'ormone principalmente implicato sia nell'indebolimento dei follicoli piliferi sia nella crescita del tessuto prostatico. Riducendo i livelli di DHT, la finasteride contrasta alla radice entrambi i problemi”.

Più avanti si accende qualche dubbio: ”Molti dermatologi considerano la finasteride una delle grandi cure cosmetiche del ventesimo secolo. Eppure c’è un rovescio della medaglia: ”Circa un uomo su venti tra quelli che assumono il farmaco per via orale sperimenta effetti collaterali come disfunzione erettile, calo del desiderio sessuale o, più raramente, riduzione della conta spermatica e depressione. Secondo gli studi nella grande maggioranza dei casi questi problemi si risolvono poche settimane dopo la sospensione del farmaco e talvolta anche senza interromperlo”.

E poi: ”Nuovi farmaci, tra cui uno che stimola i mitocondri dei follicoli piliferi, dovrebbero arrivare sul mercato nei prossimi anni, e sembra che non provochino effetti collaterali”.

Insomma: un mondo destinato a cambiare! La calvizie potrà diventare una scelta per chi non userà questa medicina o deciderà - motu proprio - di rasarsi a zero.

Materia in meno per i comici, come il simpatico Teo Teocoli (nei panni di Felice Caccamo, giornalista sportivo napoletano), che commentava così la sua capigliatura calante: ”Io non sto perdendo i capelli, sto solo lasciando più spazio ai miei pensieri. È un'ottimizzazione degli spazi!"