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03 lug 2026

Il “cucù” dei neonati e il cuculo killer

di Luciano Caveri

Leggo su Le Monde un lungo articolo sul cuculo di Nathaniel Herzberg e mi vien da sorridere.

Il sorriso deriva dal fatto Italia si fa “cucù” con i neonati, che è un gioco universale che aiuta lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini, ma con un nome e delle varianti tipicamente italiani.

I neonati (soprattutto intorno ai 6-9 mesi) non hanno ancora pienamente sviluppato il concetto di permanenza dell’oggetto, studiato da Jean Piaget: non capiscono che le cose (o le persone) continuano a esistere anche quando non le vedono. Nascondere il viso e poi riapparire con un “cucù!” crea sorpresa, riso e rassicurazione:

L’origine del nome italiano deriva probabilmente dall’orologio a cucù (orologio a cucù): il meccanismo fa “uscire” l’uccellino all’improvviso, proprio come le mani che si aprono rivelando il viso. Il suono “cucù” imita il verso dell’uccello che “spunta”.

Scrive il giornalista già citato, inviato in Cechia, dove sono avanti con gli studi sul cuculo: ”Imbarcarsi alla ricerca del cuculo significa dare la caccia a un animale che tutti conoscono ma che nessuno ha mai visto; significa avvicinarsi a un serial killer i cui crimini non possono che inorridirci e scoprire uno stratega d'eccezione, un falsario dai talenti illimitati. Significa temere il male assoluto e sfiorare il genio. Il genio del male, si ostineranno a dire alcuni”.

La storia è antica: ”Per osservare il suo lato oscuro, basta seguire Aristotele (384-322 a.C.) che, nella sua Storia degli animali, non nasconde tutto il male che pensa di questo perfido, di questo «codardo»: «Non c'è uccello più vile di questo», taglia corto il filosofo. I motivi di questo odio non sono affatto misteriosi. Risiedono in ciò che gli scienziati chiamano "parassitismo di covata". Invece di allevare lei stessa i suoi piccoli, la madre depone l'uovo nel nido di un'altra specie, alla quale lascia il compito di crescerlo”.

Roba da brividi sin da subito: ”Una volta deposto, l'uovo viene covato in mezzo agli altri e di solito si schiude per primo. Prima ancora di reclamare il cibo, il killer nato spinge le altre uova fuori dal nido. Se per caso un pulcino della specie parassitata è nato prima di lui, gli riserva la stessa sorte. Puro istinto”. Un carnefice, senza scrupoli.

Da restare basiti è come sappiano infilare di straforo le loro uova: ”Senza dubbio perché ingannare una madre richiede un talento fuori dal comune. Innanzitutto, una capacità di osservazione per determinare il nido giusto da parassitare e il momento esatto: né troppo presto, altrimenti l'ospite se ne accorgerà, né troppo tardi perché, una volta deposte le sue quattro o cinque uova, la madre (talvolta aiutata dal padre) si insedia per covare e non è più possibile raggirarla. «Il luogo giusto, il genitore giusto, il momento giusto: non lascia quasi nulla al caso», spiega l'ornitologo ceco Marcel Honza, "impressionato" da tanta maestria”.

Altro elemento du stupore che illustra l’autore: ”Da quando il cuculo è tale, l'infedeltà della femmina è proverbiale. Ha persino dato origine alla parola "cornuto" (cocu in francese). I prelievi di sangue sistematici e l'analisi genetica sembrano rivelare che anche in questo caso vi siano delle eccezioni. Una delle femmine sarebbe stata fecondata dieci volte di seguito dallo stesso maschio, il che lascia poco spazio al caso. Altrove nel mondo, altri ricercatori scuotono il cespuglio delle certezze. Nel 2024, Daniela Campobello dell'Università di Palermo ha suggerito, sulla rivista Animal Behaviour, che il maschio potrebbe aiutare la femmina a scegliere il nido giusto da parassitare. «Un dono nuziale immateriale», sostiene. «I movimenti delle sue ali e della sua lunga coda graduata potrebbero poi guidarla, un po' come fanno le api nella loro famosa danza» ”.

Nella Natura c’è di tutto e la capacità di osservazione umana c’è stata sin dalla notte dei tempi e ha radici nella necessità di sopravvivenza, evolvendosi fino a diventare scienza, arte e filosofia. Riconoscere le abitudini degli animali significava poter cacciare con successo, evitare i predatori e prevedere i movimenti delle prede.

Le pitture rupestri nelle grotte di Lascaux in Francia e di Altamira in Spagna testimoniano quanto già nel Paleolitico fossero precisi questi antichi osservatori: i bisonti, i cervi e i cavalli raffigurati mostrano posture e movimenti fedeli alla realtà, segno di una conoscenza profonda e quotidiana.

Telecamere nascoste, droni, biotelemetria, idrofoni subacquei e intelligenza artificiale hanno esteso enormemente le capacità osservative.

Anche per i feroci cuculi.