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13 feb 2026

L’Azzardo di massa

di Luciano Caveri

Non ho mai giocato di azzardo. Mi è capitato in passato di spendere modiche cifre in occasionali visite a Casinò durante qualche viaggio, ma non ho mai avuto la passione e neppure il Monopoli mi entusiasmava da bambino.

Tuttavia, non si può fare finta di niente e non guardarsi attorno e non solo rifacendosi al fenomeno della ludopatia anche in una piccola Regione come la Valle d’Aosta (leggo di qualche decina di persone l’anno che si rivolgono ai servizi che si occupano delle dipendenze), ma anche fermandosi un attimo in una di quelle tabaccherie piene di offerte di gioco. Si vedono persone che spendono molto e in vario modo alla ricerca del colpo fortunato. Ma, si sa, la statistica dimostra quanto l’azzardo sia un…azzardo e la vincita nella gran parte dei casi resti un sogno che impoverisce chi diventa schiavo del vizio.

Ha scritto lo psichiatra Vittorino Andreoli: “Se a Montecarlo è possibile dilapidare una grande fortuna, in una tabaccheria con il Gratta e Vinci si consuma in fretta la pensione, oppure il sussidio di cassa integrazione. Variano le cifre, ma l’esperienza è la stessa: perdere tutto, nella speranza di ottenere di più”.

Al Casinò di Saint-Vincent ho visto in tanti anni mutare la clientela. Aperto nel 1947, è stato vetrina del lusso e della ricchezza con un lento degradarsi di questo aspetto glamour, pur restando un importante risorsa per la Valle d’Aosta. Ma questa “democratizzazione” apparente è segno di un fenomeno di massa.

Questo perché il gioco è esploso e continua a proporsi, in modo camaleontico, sotto diverse forme e con tentazioni sempre più allettanti e facili all’uso.

Scrive su Internazionale Emma Holten: “Il 7 gennaio sono successe due cose straordinarie. Il presidente venezuelano Nicólas Maduro è stato catturato dalle forze statunitensi. E negli Stati Uniti un giocatore anonimo ha vinto più di 400mila dollari scommettendo sul suo arresto.Il gioco d’azzardo è ovunque. Le scommesse online­ in Europa sono più che raddoppiate dal 2019, raggiungendo un fatturato di circa 50 miliardi di euro nel 2024. Nel 1993 in Premier League non c’era una sola squadra sponsorizzata da un’azienda di scommesse, nella scorsa stagione erano più della metà. Guardare gli spot pubblicitari è come entrare in un casinò generato dall’intelligenza artificiale: leoni che giocano a tennis, uno gnomo che gioca alla roulette, tre uomini seduti sul divano che agitano i telefoni in aria festeggiando una scommessa vinta”.

La nuova dimensione direttamente con il telefonino è così riassunta: “L’espressione “mercato predittivo” è un modo accattivante per descrivere l’attuale possibilità di scommettere su qualsiasi cosa: basta accedere ad app come Kalshi e Polymarket per scommettere sull’eventualità che Israele bombardi Gaza o sulla data del matrimonio di Taylor Swift. Tarek Mansour, amministratore delegato della Kalshi, ha chiarito il suo obiettivo nel 2025. “La visione di lungo termine”, ha detto, “è quella di finanziarizzare tutto e ricavare da ogni differenza di opinione un bene da scambiare” “.

Il rischio dipendenza è a portata di mano senza faticare e in modo più facile di certe offerte on line del passato”. Ancora Holten: ”L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che l’1,2 per cento della popolazione adulta mondiale soffra di disturbo da gioco d’azzardo. Si tratta di oltre 73 milioni di persone. In Italia sarebbe colpito tra l’1 e il 2,2 per cento della popolazione adulta. E inoltre i mercati predittivi portano con sé giri d’affari piuttosto loschi. Gli appassionati di sport sanno cosa significa truccare un incontro: fare una scommessa e poi pagare un arbitro o un pugile per assicurarsi la vincita. Oggi, però, non ci troviamo di fronte alla possibilità di truccare incontri, ma di truccare la realtà".

Infine sempre dallo stesso articolo: “La crescita del gioco d’azzardo è il segnale di una realtà economica più vasta: si è persa la speranza in un’economia che non sia fondata sulla speculazione. Il gioco d’azzardo è come la borsa valori dei poveri. Sembra l’unico modo per ottenere dal nulla qualcosa capace di poter trasformare la propria vita.Da tempo sappiamo che l’economia reale si sta sbriciolando, sostituita dalla finanza pura. Oggi qualcosa di simile sta succedendo alla realtà. Gli eventi reali, le vite reali, diventano prodotti finanziari. Tutto è un gioco, e l’unico modo per vincere è partecipare. E tutto ciò che è solido si dissolve nell’aria”.

Vale la pena di riflettere sul “modello italiano” e l’interventismo statale sui giochi. Il gioco d'azzardo garantisce allo Stato un flusso costante di circa 11-12 miliardi l'anno. È una cifra fondamentale per far quadrare i conti (equivale a circa metà di una manovra finanziaria media).

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